schermata-2025-09-09-alle-14-54-30

Autocarri e berrette di cuoio

€25,00

Abbiamo constatato come l’uomo abbia sempre cercato di raggiungere nuove mete comuni per migliorare le proprie condizioni di vita, organizzando dapprima la propria famiglia e poi, col trascorrere del tempo, unendo le famiglie creando società, prendendo sempre più coscienza della durata della vita delle persone.
Il passare del tempo, unica dimensione divisa equamente fra l’umanità.
Vivere rapportandosi al trascorrere del tempo, creando generazioni di individui mossi a soddisfare i bisogni di un’epoca, dapprima la sopravvivenza con la ricerca del cibo, poi la dominazione interna ai gruppi per creare le comunità evolute, organizzandole politicamente, sia gerarchicamente sia suddividendo i membri delle stesse con diverse competenze, per poi unirle dando forza ad arcaiche società di persone che si guadagnarono e difesero terre nei limiti di confini geografici e politici, tanto da far scaturire guerre tra le comunità per il dominio di quei territori fertili e ricchi di beni naturali, capaci di dare maggiori possibilità di benessere a chi riusciva ad occuparli, poi, in tempi più recenti, quando i popoli furono stabilmente insediati e culturalmente aggregati sui loro territori sono stati i traguardi per innalzare la qualità della vita nelle società, dove si è cercato di dotare l’uomo di capacità estreme usando tecnologie frutto di ricerche scientifiche e tecniche, mettendo alla prova gli uomini nel misurarsi fra di loro nell’ambito di nuove attività che hanno caratterizzato e battezzato le epoche, come l’epoca della filosofia oppure l’epoca della scienza, come l’epoca delle scoperte di nuove terre e poi dello spazio, ma anche quelle epoche nominate dalla gente comune, perché caratterizzati da sistemi di vita riconosciuti dai cittadini come risolutori di bisogni quotidiani ed essenziali ritenuti fondamentali per l’intera società.
La nostra generazione è stata testimone dell’epoca degli autotrasporti, una delle novità del XX secolo che cambiava radicalmente la vita in quel periodo, noi giovani cercavamo ogni possibilità per poter essere presenti in quel settore, partecipando attivamente sia come utenti, lavorando con quegli automezzi, oppure come lavoratori nelle industrie costruttrici degli automezzi, le quali si espandevano creando “indotti” specializzati nel produrre vari componenti montati sugli autoveicoli, le industrie costruttrici ebbero l’aiuto avuto dai vari governi che capivano l’importanza di quegli autocarri realizzati in Italia, tanto da essere apprezzati e voluti da paesi stranieri privi di queste industrie.
Il dedicarsi completamente alle attività utili a sostenere il complesso e artificiale tipo di vita creato sul pianeta Terra dal Sapiens, in una di queste epoche, chi governava, ha consegnato al trasporto su strada il compito di unire popoli diversi, equilibrando le condizioni di vita e favorendo nuove opportunità, accentrando le produzioni dei prodotti offerti dalle grandi industrie pronti a soddisfare i nuovi bisogni creati dalle moderne società, potendoli trasportare velocemente ed in grande quantità verso destinazioni sempre più lontane. La capacità di aver creato automezzi idonei a qualsiasi tipo di carico e in grado di percorrere le nuove vie di comunicazione terrestri ora adatte ai ritmi sempre più veloci della società moderna, tanto da scaturire a distanza di pochi decenni il fenomeno della storicizzazione degli autocarri, così come per il trasporto passeggeri effettuato dalle corriere, in poco tempo la gente ha riconosciuto al settore dell’autotrasporto, per le merci come per le persone, l’importanza primaria da nominargli l’epoca degli autotrasporti, questo benché l’autotrasporto fosse una parte di tutta l’organizzazione, la parte finale e ultima arrivata, ma integrante di quello che la movimentazione delle merci abbisognava, difatti già dall’antichità la marina mercantile, tracciando rotte nuove navigando nel Mediterraneo e poi sugli Oceani, spostava merci fra i vari continenti, approdando a colonie lontane, in seguito, dalla metà del XIX secolo, arrivò la ferrovia che dai nostri porti domiciliava in ogni città e in ogni paese le preziose mercanzie.
Adesso la nostra generazione ha in mano la staffetta da lasciare alle nuove generazioni, voltandoci indietro, prima di fermarci, per cercare la mano tesa di chi dovrà afferrarla, ci rendiamo conto come il trascorrere del tempo per noi non sia stato esaustivo ma, comunque, sia stato sufficiente ad averci dato la possibilità di essere stati testimoni della realizzazione e dell’utilizzo di questi automezzi, adesso passandola di mano e immaginando di vederla allontanare nel futuro, sappiamo di consegnarla a chi la gestirà con l’intelligenza e con la passione stesse degli uomini dell’epoca degli autotrasporti.
 Questo piccolo lavoro, per me “L’ultima lettera agli Amici”, l’ho scritto per essere ricordato da chi mi ha conosciuto, in particolare quelle persone appassionate e convinte dell’utilità dell’autotrasporto, in quel nostro periodo e in quella società da noi vissuta, comunque una società capace di scrollarsi di dosso culture, abitudini e usi, cambiando totalmente la gente per portarla in un futuro che le potesse dare nuove energie e nuovo entusiasmo, al fine di raggiungere nuove conoscenze, dovute non alla falsa immaginazione propagandata a persone prive di scolarizzazione scientifica, ma a chi conosce la scienza, la vera scienza, libera da poteri finanziari dediti solamente al mero guadagno, ai soldi intesi come aride banconote, la conoscenza verificata col metodo scientifico ovvero con innovazioni che dimostrassero di cambiare in meglio la vita nelle società. Il sistema di trasportare le merci per soddisfare giusti e essenziali bisogni della gente, un sistema di autotrasporto che sappia dire, come avevano fatto i padri degli automezzi, adesso è il momento di innovarci per non danneggiare il pianeta Terra e per dare più servizio alla gente, per migliorarsi come sa migliorarsi la società fatta di cittadini capaci di creare epoche nuove come, appunto, è stata l’epoca degli autotrasporti.
In ricordo dei miei genitori Teresa Pescio (Zita)ceramista e Carlo Basso (Carletto)portuale.
Categoria: . Etichetta .

Descrizione prodotto

copertina-basso-flessibile

Informazioni aggiuntive

Autore

BASSO DANILO

Recensioni

Non ci sono ancora recensioni, vuoi essere il primo?

Scrivi la prima recensione per “Autocarri e berrette di cuoio”

*